Dicono di noi

Il Gazzettino del 27 dicembre 1985 27/12/1985

 

"Migliaia di persone hanno passato la notte di Natale a Maerne dov'è allestito il grande presepe vivente. "Gesù Bambino ha freddo, piange". Ma il Gesù Bambino di Maerne - un pargoletto di due mesi - era assistito e protetto con amore dai genitori Lorenzo Ronchesso e Lunella Cerello, due ventenni immedesimatisi nel ruolo di Giuseppe e Maria. Il freddo era pungente. Una leggera coltre di nebbia, falò e focolari. Il lavoro nelle botteghe, il camminare dei pastori, il belare delle pecore, lo starnazzare delle oche, rendevano il paesaggio reale e suggestivo. In questo affresco vivente si è ripetuto in campiello Marzenego il Mistero delle Notte Santa. Dopo la narrazione attraverso diapositive delle Natività ... padre Tullio Antonello ha celebrato la santa Messa di mezzanotte. In un periodo di secolarizzazione, dove il valore del sacro e del religioso ha perso di incidenza e di importanza, da alcuni anni assistiamo ad un recupero di forme e di espressioni di religiosità popolare. Il presepe vivente di Maerne è stato uno di questi momenti. Un dono al paese fatto da un gruppo di persone riunite dal dottor Vito Marchello che sono state gratificate solo dalla riuscita dalla loro opera e dalla grande affluenza di persone ... "